Ben ritrovato sul blog 🙂
Oggi ho il piacere di intervistare un super-ospite: Mike Maric.

La presentazione è forse superflua ma d’obbligo.
Mike, apneista e medico forense, lavora con atleti di livello nazionale e internazionale per permettere un aumento della loro performance sportiva grazie all’allenamento sul respiro.
La lista dei suoi allievi è lunga: Federica Pellegrini, Filippo Magnini, Igor Cassina, Sara Cardin, gli atleti del Settebello e Setterosa di Pallanuoto… solo per citarne alcuni.

In parallelo si dedica molto alla divulgazione a noi profani della “corretta respirazione”: saper respirare bene offre innumerevoli benefici nella vita di tutti i giorni e lo scopo di Mike è insegnarci a godere appieno del nostro potenziale respiratorio.

E’ stata davvero una piacevole e stimolante chiacchierata: abbiamo spaziato dall’apnea ad Elvis, dall’integrazione alimentare all’uscita del suo nuovo libro.
Quindi ciancio alle bande ed iniziamo con le domande! 👇😀

1. Ciao Mike e grazie per la disponibilità.
Non so da te ma qui continua a fare davvero molto caldo da settimane e se abitassi vicino al mare mi sarei già fatto un bel tuffo nonostante l’acqua non proprio calda (siamo a Marzo!). Hai già avuto modo di fare un bagno nella tua Rovigno?

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Mike:No perché l’ultima volta che ho visto Rovigno è stato nel periodo di Capodanno e poi diciamo che sono un tipo abbastanza freddoloso: fare il bagno adesso è decisamente impegnativo ecco, preferisco l’acqua leggermente meno fredda!


2. Sei stato campione del mondo di Apnea e da anni ti dedichi all’insegnamento e alla divulgazione della “corretta respirazione”.
 Quali sono i benefici principali del respirare correttamente e in che modo questo influenza il nostro benessere?

M: La performance in apnea può aiutare la performance nella vita perché essere un buon apneista significa saper respirare in un certo modo ed essere mentalmente lucidi ed equilibrati.

Quello che io faccio oggi è divulgare le tecniche di respirazione (ma non solo quelle) che ci permettono di trovare il giusto equilibrio nella vita quotidiana.

La scienza medica ha recentemente dimostrato che attraverso la respirazione consapevole passano gli stati di stress ed emotivi: essere padroni del proprio respiro costituisce indubbiamente un punto di partenza per il raggiungimento di un buon equilibrio con se stessi e con gli altri.

3. Se dovessi consigliare un semplice esercizio per avvicinarsi alla “corretta respirazione” cosa consiglieresti?

M: Quello che io suggerisco sempre a livello divulgativo: ogni ora prendersi un minuto del proprio tempo, bere un bicchiere d’acqua e concentrarsi sul respiro “di pancia” (anche se dovrei chiamarlo diaframmatico) per riequilibrarsi, rilassarsi, resettarsi e ripartire.

Focalizzarsi 1 minuto per “tirare il fiato”, come si suol dire, e ripartire dal proprio respiro per essere più produttivi e performanti sul lavoro, nella vita e nello sport.

Essere consapevoli del proprio respiro è un modo per spezzare quel ritmo vorticoso in cui tutti siamo freneticamente coinvolti e costituisce un primo passo per acquisire consapevolezza nella vita e soprattutto nelle relazioni.

4. Ho visto recentemente un video sulla tua Pagina Facebook di un tuo intervento ad un convegno di HERBALIFE (Partner Ufficiale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano come fornitore di integratori sportivi).
Come è stata la tua esperienza con HERBALIFE e quanto conta secondo te l’integrazione alimentare per una vita sana ed energica?

M: Io utilizzo prodotti di integrazione HERBALIFE, assieme a tanti altri atleti del CONI che hanno fatto le Olimpiadi, perché provando questi prodotti ho riscontrato enormi benefici a livello energetico-muscolare.
L’azienda mi ha così contattato chiedendomi se volevo portare la mia esperienza al meeting aziendale annuale, cosa che mi ha fatto molto piacere.

A mio avviso oggi dobbiamo parlare di Integrazione. Faccio un piccolo cappello.

Avere uno stile di vita corretto è alla base per saper gestire meglio il proprio corpo, il che vuol dire anche avere una cultura e un approccio alimentare corretti.
Personalmente ho un’alimentazione corretta anche perchè cerco di seguire i protocolli alimentari di Marco Bianchi e cerco veramente di essere molto preciso.

Ho ritirato poco fa le mie analisi del sangue e ho delle carenze.
Questo nonostante io sia uno sportivo, una persona molto attenta alla alimentazione e che cerca di non sgarrare.
Sono carente di Vitamina D.
La integro già ma raddoppierò la dose.

Stile di vita non corretto, livelli di stress elevati, abitudini viziate di ogni tipo ci conducono a non avere una alimentazione corretta, ahimè.
Questo ci porta ad avere quelle che io definisco “micro-carenze nutrizionali” tali per cui quello che noi mangiamo non soddisfa più il nostro fabbisogno di nutrienti.

Noi stiamo fuori 8-10 ore al giorno con bassi livelli di idratazione, basso supporto proteico, basso supporto di fibre e vitamine.

Per questo l’integrazione, se fatta in maniera intelligente, moderata e seguita da persone competenti (come il medico o il nutrizionista), è di supporto.

E’ chiaro che se tutti noi avessimo uno stile di vita corretto non ci sarebbe bisogno di integrazione.
Io stesso comunque integro perché se voglio essere in forma non riesco a soddisfare tutto quello che il mio organismo mi chiede tutti i giorni, non ce la faccio.

Inoltre i raccolti al giorno d’oggi non hanno più quelle caratteristiche nutrizionali tali da soddisfare le nostre esigenze, non hanno la stessa densità nutrizionale dei cibi di un secolo fa.
Dobbiamo quindi parlare oggi di Integrazione in maniera seria e costante.

5. Prima dell’integrazione viene una corretta alimentazione.
Se proviamo però a districarci nel mondo dell’alimentazione è difficile farci un’idea chiara ed univoca. Tu da medico quali linee guida consigli di seguire?

M: Il mio riferimento è la Fondazione Veronesi, dove alcune linee guida sono il consumo non superiore ai 500gr di carne rossa alla settimana, l’utilizzo abbondante di frutta e verdura giornaliera, il carboidrato assolutamente sì, il tutto in maniera equilibrata. 

Questi credo siano dei principi base a cui attenersi. Mi spiego meglio.
Il mio piatto tendenzialmente viene diviso con questa logica: 50% in verdura, 25% cereali integrali e 25% proteine, prevalentemente di natura vegetale ma anche animale.

Visto che mi hai domandato su integrazione/alimentazione vorrei farti una panoramica per quello che per me oggi è gestione dello stress/performance, poiché più aumenta la performance più aumenta lo stress.

Gestione dello stress - Mike Maric
Gestione dello stress – Mike Maric

Io definisco un triangolo alla cui base ci sono respirazione e tecniche mentali, perchè tu devi saper respirare in maniera corretta per saper performare.
Ciò non significa vincere l’oro olimpico ma saper trovare un equilibrio in ciò che si fa, in aiuto con tecniche mentali (mindfulness, tecniche di rilassamento, training autogeno).

Lo sport mi ha insegnato che se non respiri muori. L’ossigeno è il primo elemento fisiologico necessario alla sopravvivenza e la testa è ciò che fa la differenza.
Nello sport vince chi ha una mentalità vincente e tu la acquisisci con una testa forte, che sa sempre reagire nel bene ma soprattutto nel male.
Nel lavoro, come nella vita, chiediti chi vuoi essere, dove vuoi andare e costruisci ogni giorno il tuo obiettivo vedendolo. Prima nella testa, poi lo costruisci.

All’apice, invece, da un lato ci metto l’attività fisica ed il conseguente recupero.
Bisogna muoversi, noi stiamo troppo seduti, in Italia c’è un alto tasso di sedentarietà nella fascia infantile.
Quindi l’attività fisica, con adeguato recupero, che sia il bambino o il manager, va fatta settimanalmente, non mensilmente.

Dall’altro lato dell’apice del nostro triangolo ci metto nutrizione/integrazione.
Spesso la gente segue una dieta che non è dieta, mangia male, alimenti privi di nutrienti, quello che in gergo viene chiamato “schifezze”, spesso compensi a stati emotivi di vita negativi.

6. Ci puoi fornire un esempio di colazione sana in sostituzione al classico cappuccino/caffè e brioche?

M: Ti faccio un esempio della mia colazione che tende ad essere costante nel tempo.

Appena sveglio mi bevo un bel bicchiere di acqua e Aloe, che ha una grande capacità antibatterica, gastro-prottettiva e lenitiva, mi piace davvero tanto.
Poi utilizzo un infuso a base di diverse erbe: Tè nero, Tè verde, Tè Pekoe, Malva, Cardamomo, con della Caffeina non tostata, che ha un effetto energizzante.
Dopodiché utilizzo un frullato proteico multivitaminico con fibre.
In aggiuta ho sempre cereali integrali, frutta, frutta a guscio e talvolta biscotti integrali.
E’ quindi una colazione molto equilibrata tra grassi, carboidrati e proteine.

7. Mi hai accennato alla Aloe.
Si parla molto oggi di Super-Foods (Super Cibi), alimenti che costituisco un valido aiuto nel mantenere salute e prestanza fisica.
Ci puoi dire 3 Super Cibi che utilizzi quotidianamente e se ne usi uno poco conosciuto?

M: Se c’è un Super Cibo che non manca mai in casa Maric è l’Aloe, poi la radice di Curcuma e la radice di Zenzero.
Questi tre alimenti sono onnipresenti perchè ogni sera, assieme alla mia compagna, mi preparo un infuso a base di Zenzero, Curcuma, Limone e un filo di miele.
L’Aloe la assumo costantemente ogni mattina, in quanto utilizzo un prodotto senza Aloina (sostanza contenuta nell’Aloe che può irritare le mucose intestinali) che non ha nessun tipo di controindicazione.

Per quanto riguarda un Super Cibo poco conosciuto, io utilizzo la Lucuma.
E’ simile alla Curcuma per le proprietà anti-infiammatorie ma è un dolcificante, originario del Perù.
Lo uso per la preparazione di dolci o nel frullato la mattina, come dolcificante.

8. Abbiamo detto che sei stato campione del mondo di Apnea, precisamente nel 2004.
Che sensazioni ed emozioni hai provato quel giorno e quanto lavoro di preparazione c’è stato a monte?

freediving-1383102_1920 M: Quel giorno me lo ricorderò per tutta la vita perchè è stato tutto perfetto.
Per me è stato come quando Rocky ha vinto il titolo mondiale su Apollo Creed: un perfetto sconosciuto che si è impegnato tanto, così tanto che era disposto a morire su quel ring, come scrivo nel libro [“La Scienza del Respiro”]. 

Ero davvero disposto a morire pur di vincere e quindi la gioia è stata enorme.
Chi ha visto Rocky può capire di cosa sto parlando.
A monte c’è stato un percorso di preparazione lungo quasi un anno, dove ero molto concentrato. All’epoca facevo l’università e non c’erano particolari distrazioni: la mia vita era divisa tra clinica medica ed allenamenti, non c’era altro.

E lo rifarei, assolutamente.

Per me non è stato un sacrificio, mi piaceva, non ho fatto rinunce, mi ha dato tanto.
Mi allenavo di notte, la mattina presto, in pausa pranzo, quando gli altri uscivano la sera io andavo in piscina.
E’ stato impegnativo perchè ero in clinica medica dove gli impegni erano veramente molti e il tempo abbastanza limitato.
Mi allenavo come se avessi dovuto andare alle Olimpiadi, perchè per me era la mia Olimpiade, mi allenavo come un professionista.

9. Personalmente amo molto la competizione.
Mi piace allenarmi in vista di una sfida (che sia sport, lavoro, altro).
Quanto è importante per te una sana competizione per spingerci a dare il massimo nelle varie situazioni della vita?

M: Guarda, io oramai ho trasformato la Competizione in Ambizione.

In questo momento sono appagato del mio stato sportivo, non ho quindi velleità di voler dimostrare a 45 anni che sono ancora forte, non mi interessa più.
Spesso vedo persone che vivono del proprio passato e sono ancora in continua competizione coi giovani.
Questo fortunatamente non mi appartiene, quello che potevo fare l’ho fatto, non posso più competere con i giovani ma anche perchè non mi interessa e non ne ho la motivazione.

Ho piuttosto l’Ambizione di competere su altri aspetti: scrivere un altro libro, cercare di dare emozioni a chi legge i miei libri o chi segue un percorso medico con me, affermarmi professionalmente su determinati aspetti.
E’ cambiato il mio punto di vista. 

Ho degli amici con cui mi alleno ma se vincono loro non mi interessa, sono molto conscio dei miei limiti e mi sento molto appagato, cosa che mi rende una persona tranquilla.
La competizione è stata il mio passato, ora sono una persona che va a destra e sinistra e che scrive libri.

Direi quindi di aver sublimato la sana Competizione in sana Ambizione.

10. Viaggi spesso per lavoro e collabori con atleti nazionali ed internazionali come loro “Breath Coach” (Allenatore del respiro).
Quanto conta secondo te svolgere una professione appagante per sentirsi carichi ed energici nella vita di tutti i giorni?

M: A mio avviso una persona deve scegliere una professione che piace perché passerà 30-40 anni della sua vita a svolgere il suo lavoro, dove ci potranno essere comunque delle evoluzioni.
Ma se fai un qualcosa che non ti piace e non ti appaga, devi cambiare.
Altrimenti sarai frustrato e te lo porterai nella vita di tutti i giorni e negli affetti.

Se fai invece qualcosa che nutre ed aumenta la tua passione il tutto diventa appagante: che tu guadagni 0, 1, 100 o 1000 tutto diventa bello. Una volta ci rimetti, una volta guadagni ma tutto questo passa in secondo piano.
Se invece fai un lavoro tanto per farlo non ci metti passione, subentra la superficialità e diventa la solita routine, che tu faccia bene o male a te non cambia.
E’ importante che uno abbia chiara la direzione che vuole prendere e costruendo la direzione man mano.

Se tu 10 anni fa mi avessi chiesto “Nel tuo futuro come ti vedi? Pensi che lavorerai con la Pellegrini?” io ti avrei risposto “Ma cosa stai dicendo? Ma figurati!”
Ora invece sono un Breath Coach di grandi campioni, un lavoro che non esiste, una cosa talmente strana che non è codificata.
Eppure mettendo insieme le competenze universitarie con quella che era una passione mi sono creato un lavoro che mi regala tanta soddisfazione.

11. Veniamo al tuo libro “La Scienza del Respiro”.
Ha ricevuto recentemente il 1o premio della Sezione Tecnica nella 52a Edizione del Concorso Letterario CONI.
Che emozioni ti ha regalato?

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M: La premiazione del libro mi ha regalato un’emozione inaspettata che mi ha fatto piangere, letteralmente.

Ricevetti una e-mail firmata dal presidente del CONI Giovanni Malagò quando ero a Trento per la Gazzetta dello Sport.

Dissi alla mia compagna: “Guarda cosa mi hanno scritto” e scoppiai a piangere. Ero incredulo a ricevere un premio dal CONI.

Puoi ben capire l’emozione di entrare in quella sala e ricevere il primo premio, mi ha lasciato estremamente felice, senza parole.
In questo percorso purtroppo ho dovuto mangiare molta m***a dagli scettici, dai diffidenti, da amici che mi hanno criticato, sparlato… e tutto questo fa male.

Ti leggo ciò che ho scritto per l’occasione in un post su Facebook, forse le migliori parole che ho per descrivere quello che ho provato:

“Una foto e due parole.
Vincere una medaglia ha sempre un valore incredibile ma entrare al salone d’onore del CONI e ricevere questo premio è per me aver vinto la mia Olimpiade.
Grazie a tutti i presenti, grazie a tutti i messaggi ricevuti, grazie anche a quei pochi che con invidia hanno commentato le mie scelte di vita e non solo.
E’ un grazie anche a me che con costante determinazione mi sono sempre mosso da una grande passione.
Un grazie speciale alla mia famiglia, a mia mamma Paola, a mio papà Antonio, mio fratello Massi e alla mia Deborah. Siete la mia forza.
Tranquilli non mi sento arrivato, questo è solo un altro passo in avanti”.

12. Hai partecipato a molte trasmissioni sia in Tv che in Radio (Radio 24, Geo&Geo, Sport Italia)
Com’è parlare sapendo di essere seguito potenzialmente da milioni di persone?
In questi casi l’ansia e l’emozione sono forti anche ad un campione del respiro come te? Come hai gestito il carico emotivo?

M: In questi anni avevo già fatto degli interventi su alcune emittenti televisive.
Il fatto però di diventare ospite fisso a Radio24 piuttosto che Detto Fatto o Sport Italia è stata un’emozione forte, soprattutto la prima volta, perchè vieni catapultato in una dimensione abbastanza grande. 

Non ti abitui mai, però posso dire che nell’ultimo anno mi sono relativamente sciolto.
Mi concentro sulla telecamera, sull’intervista in quel momento, non penso di essere seguito da milioni di persone… so che non devo dire cavolate, ecco.

Però indubbiamente l’apnea mi ha insegnato a rimanere sufficientemente lucido e tranquillo a saper gestire questi momenti. Penso a quello che faccio in quell’istante e basta.

Mi viene da ridere poi quando la gente mi dice “Ah ma ti ho visto in Tv” e io gli rispondo “Ma come è possibile?” dimenticando di essere stato in un canale importante come la televisione che è molto mediatica.

In alcuni casi ho utilizzato delle tecniche di de-stress per gestire la situazione, come nel programma di Caterina Balivo, dove è stato tutto “Buona la prima” senza prove.

13. So che ti piace il Rock ’n’ Roll, in particolare Elvis.
Ci dici 3 titoli di canzoni che ti donano carica ed energia?

M: Elvis è il mio mito e quando voglio caricarmi “Suspicious Minds” è il top.
Poi ti direi “Somebody to love” dei Queen perchè è un inno all’amore e bisogna vivere con e per qualcuno da amare.

Mi piace poi molto la musica Gospel.

14. Sono sempre stato affascinato dall’apnea.
Non l’ho mai praticata seriamente ma mi piacerebbe dedicarmici prima o poi.
Cos’è che ti ha fatto scattare la passione, quali sono stati i tuoi maestri e quali sono i più grandi benefici di una pratica regolare?

freediving-1383105_1920M: La passione per l’apnea è scattata per una serie di concomitanze.

Il mio primo mentore è stato mio padre, appassionato di subacquea, è stato lui il primo ad avermi messo una maschera ed è lui che mi ha voluto sempre crescere nell’acqua e con l’acqua.
Il mio secondo grande Maestro è stato Umberto Pelizzari.
Al suo fianco per 20 anni, mi ha dato l’approccio ad un’apnea tecnica e di performance.
Poi ci sono io. Ho deciso di gareggiare perché sapevo che potevo valere e con costante dedizione mi sono costruito da me.

Grazie all’apnea impari ad avere una grande conoscenza della tua mente e del tuo corpo.

Un apneista va molto vicino a quelli che sono i suoi limiti e deve saper gestire la situazione con la testa: grande lucidità, grande equilibrio, grande self-control, grande freddezza ed auto-ascolto.
Il corpo è un mezzo per arrivare ad un determinato risultato e va quindi allenato, anche fuori dall’acqua, devi essere un atleta.
Devi approfondire le tecniche di respirazione perché se non sai respirare bene non immagazzini sufficiente ossigeno e la tua performance finisce.
Devi saperti alimentare in un certo modo perché comunque sei uno sportivo ed essendo il tuo corpo immerso nell’acqua non puoi mangiare “pesante”, devi avere un rispetto del tuo organismo anche in ambito alimentare.

L’apnea è molto completa come disciplina sportiva e dona grandi benefici.

15. So che tra i tuoi studi figura anche il Pranayama e che molte tecniche di respirazione proprie dell’apnea derivano da questo ramo dello Yoga.
Quanto hai trovato abbia un riscontro scientifico e quanto no?

M: Ho trovato tanto. Mi spiego.

Io da atleta facevo Pranayama perché non c’era ancora la cultura medica di respirazione e performance che c’è oggi.
Esistono pubblicazioni “vecchie” ma un vero e proprio approfondimento scientifico sulla Breath Performance è stato fatto solo negli ultimi 7-10 anni perché si è visto che la respirazione può fare davvero la differenza.

Quindi sono passato dal praticare Pranayama a divulgare una cultura più scientifica di respirazione.
A grandi linee diciamo le stesse cose, arriviamo alle stesse conclusioni; io ho un approccio più medico-scientifico e moderno mentre loro più energetico, “olistico”, meno quantificabile.
Lavorando con atleti devo quantificare, devo avere dei valori.
Indubbiamente però riconosco nel Pranayama l’avanguardia di quello che stiamo facendo noi oggi nella cultura occidentale.

Più volte mi son detto: “porca miseria, ma questi qua 5000 anni fa, senza la strumentazione che utilizziamo noi oggi, come facevano a capire che agendo in un certo modo potevano ottenere determinati risultati? Pazzesco!”

16. E’ ovvia la tua connessione ed il legame profondo con il mare.
La scienza sta dimostrando sempre più quanto l’ambiente naturale condizioni il nostro stato di benessere e sia un valido alleato nella lotta contro lo stress eccessivo.
Quali sono le emozioni che ti regala il mare? Qual’è il mare più bello che hai avuto modo di conoscere?

M: Per me il mare è vita.
Mi riporta ad una condizione ancestrale, ad una situazione di “floating” (galleggiamento), dove perdo il peso del mio corpo, dove mi sento acqua nell’acqua, dove la dimensione terrestre viene persa ed io mi sento parte integrante di questo universo bello, colorato, con tanti pesciolini, con queste onde che ti trasportano… sento di fondermi con l’elemento acqua.
Bruce Lee diceva: “Be water my friend!”

Il mare di cui sono innamorato è quello croato.
Da Rovigno in poi, tutto il mare della Costa Dalmata è stupendo perché ricco di isole, molto diverso dall’Adriatico italiano, sembra di essere in Sardegna, molto pulito, vivo e colorato. Ci sono molto legato.

17. Pare che la qualità dell’aria stia peggiorando sempre più (specie in città).
Cosa può fare la persona concretamente nel suo quotidiano per ridurre questo inquinamento?

M: La prima cosa che può fare è scegliere fonti di energia rinnovabili, sia a casa che a lavoro, questo è fondamentale.
Quando io accendo la lampadina di casa devo chiedermi: da dove arriva questa energia? Da fonti rinnovabili (acqua, sole, vento) o da carbon fossile?
Ricordiamoci di spegnere le luci quando non servono. Sto via da casa una settimana? Spengo il Televisore.
Il riscaldamento non deve essere esagerato: 19-21°C è la temperatura ideale in casa, troppo caldo non fa bene.

Seconda cosa è lo stile di vita.
Usare i mezzi pubblici, andare in bicicletta, avere una macchina ibrida, mangiare più vegetariano.
Chi ha uno stile di vita corretto inquina meno.
Il mio studio medico è a 15 minuti di camminata da casa mia e ci vado a piedi. Uso la bici, anche di inverno, perché mi piace, mi rilassa.

Poi viene il rispetto della Natura, a partire dall’infanzia, educando le persone correttamente.
Non fumare, evitando così di buttare i mozziconi fuori dal finestrino e per strada, non inquinare il mare.
Il mare produce ossigeno.
Più del 50% dell’ossigeno terrestre viene prodotto dagli oceani.
Essi non sono una discarica e noi non dobbiamo inquinarli sia in forma diretta che indiretta.

18. E’ mattina presto e ti trovi in un luogo naturale dove hai la possibilità di respirare aria pulita ed energizzante, come per esempio in montagna o in riva al mare.
Quale esercizio di respirazione faresti per caricarti e goderti appieno quest’aria?

beach-1835195_1280M: La prima cosa che farei è ammirare il panorama, accennare un sorriso e fare il seguente esercizio:

Mani lungo i fianchi, inspirando apro le braccia esternamente con un senso di apertura in modo da chiudere le scapole posteriormente, poi chiudo le braccia quando vado ad espirare.
Questo con un ritmo 5-2-5.
5 secondi inspiro – 2 secondi trattengo il fiato – 5 secondi espiro, andando ad attivare così il sistema simpatico, perché mi sono appena svegliato e voglio rinvigorirmi.

Il tutto per circa 3 minuti.

19. Ci puoi dire se stai lavorando ad un nuovo libro?

M: Sì. In questo nuovo libro tratterò in maniera più approfondita la tematica dello stress e di come possiamo gestirlo nella quotidianità.

20. Dove ti si può seguire per rimanere sempre aggiornati sulle tue iniziative?

M: Sula mia pagina Facebook ed Instagram e sul mio sito web attraverso la Newsletter che invio ogni settimana dove aggiorno quello che faccio assieme a pillole di benessere su base medica e scientifica.

21. Hai detto che ti senti l’energia di un 20enne. Come crei quest’energia?

M: Mi sento energico perché ho scelto di avere persone positive e propositive vicino a me.
Ho una compagna che io adoro e che molto spesso insegna a me cos’è l’energia.
Sono una persona positiva ed ottimista e ho eliminato le persone negative, non frequentandole più.
Inoltre se mi raffronto a persone che soffrono, che hanno avuto problemi di salute gravi, lutti, cui io spesso sono vicino, persone che hanno avuto sfortune nella vita, situazioni brutte da affrontare, io come minimo posso scalare l’Everest.
Mi sento coinvolto da loro in senso positivo. Se sono riuscite a fare tutto nonostante i loro problemi, io devo dare il massimo.

E poi naturalmente perché mi alimento bene, perché integro, perché faccio attività sportiva e perché sono entusiasta della vita!

⭕️ Ringrazio nuovamente Mike per la bella intervista.
La respirazione è un’aspetto che viene troppo sottovalutato nella cultura occidentale.
Ne abbiamo già parlato e ritorneremo più volte su questo argomento perché è davvero importante.

👉 Ti consiglio quindi vivamente la lettura del Libro “La scienza del Respiro”, ricco di spunti, tecniche respiratorie e consigli per migliorare la tua vita partendo dal respiro.

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👉Se invece sei interessato all’Apnea e al Nuoto, ecco qui tutti i libri di Mike sull’argomento:

🐬 Impariamo la monopinna – Analisi e gestione dell’attrezzo e del gesto tecnico

🐬 La rana al massimo del suo stile

🐬 Bimbi in acqua. Il percorso acquatico del bambino dal preparto all’agonismo

Noi ci rileggiamo col prossimo articolo! 😀

Alessio

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